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Nelle telecomunicazioni per TDM, acronimo inglese di Time Division Multiplexing, ovvero multiplazione a divisione di tempo, si intende una tecnica di condivisione di un canale di comunicazione secondo la quale ogni dispositivo ottiene a turno uso esclusivo dello stesso per un breve lasso di tempo (tipicamente 125 ųs).
Per rafforzare il fatto che l'allocazione del tempo del canale è rigida, si usano anche i termini multiplexing a divisione di tempo sincrono (STDM), o multiplexing a divisione di tempo quantizzato (QTDM).
Il tempo di utilizzo del canale è organizzato in trame tutte della stessa durata. Ciascuna di queste trame è ulteriormente suddivisa - sempre in modo equanime - in slot.
Di trama in trama, la sequenza di accessi degli utenti si ripete sempre uguale a sé stessa. All'interno di una singola trama è poi possibile sagomare il livello di servizio (cioè il bitrate) offerto a ciascun utilizzatore assegnandogli anche più di uno slot. Questa tecnica permette di far uso di un solo canale fisico di elevata capacità per simulare abbastanza flessibilmente più canali virtuali di capacità inferiore.
La motivazione ultima del largo utilizzo delle tecniche di multiplazione nelle lunghe tratte (si pensi alle dorsali transoceaniche, o alle trasmissioni via satellite) risiede nell'economia di scala che si realizza accentrando le risorse, ovvero realizzando un singolo canale numerico di alta capacità invece di molti canali di capacità inferiore. Inoltre la multiplazione a divisione di tempo offre una maggiore flessibilità nella gestione.
In molte tecnologie basate sulla multiplazione a divisione di tempo, sono necessari appositi apparati detti (multiplatori/demultiplatori o MUX/DEMUX), posti agli estremi del circuito ad alta capacità da gestire, che si occupano di collegare il flusso di dati ad alta capacità con i numerosi circuiti in cui esso è diviso (detti flussi tributari).
Questi apparati devono copiare dati numerici a velocità anche molto alte, e la velocità dei circuiti elettronici per eseguire queste operazioni costituisce un limite alle velocità dei collegamenti che possono essere gestiti con questa tecnica.
In altre tecnologie, tipicamente utilizzate in ambito di rete locale, non esistono apparati di MUX/DEMUX, e l'accesso sincrono al canale condiviso è governato mediante algoritimi di coordinamento tra le stazioni che devono trasmettere.
Nel caso telefonico vengono utilizzati sistemi mux a livelli gerarchici:il primo livello base permette di gestire 30 utenti circa,i livelli successivi sono realizzati da più livelli precedenti usati in gruppi da 4.
La multiplazione a divisione di tempo è la scelta d'elezione per sistemi a commutazione di circuito, poiché permette di garantire la costanza del bitrate assegnato a ciascun utente, eventualmente anche a costo di una non piena efficienza di sfruttamento della larghezza di banda del mezzo trasmissivo. Ove sia richiesta maggiore flessibilità ed efficienza, e si sia disposti a rinunciare alla garanzia di una qualità costante, è preferibile far uso di altre tecniche, tipicamente la commutazione di pacchetto.
Categoria:Multiplazione